Introduzione: Potenza di ricarica limitata a casa
In tutta Europa, molti conducenti di veicoli elettrici affrontano la stessa difficoltà. L’elettricità è disponibile, ma la potenza di ricarica no. Questo è comune nei condomini, negli edifici più vecchi, nei parcheggi condivisi o nelle situazioni abitative temporanee. L’installazione di una wallbox non è sempre possibile, consentita o economicamente conveniente. Per questo motivo, alcuni conducenti prendono in considerazione potenze di ricarica molto basse, come 750W, come soluzione alternativa.
Questo articolo spiega cosa offre realmente la ricarica a 750W, come si inserisce negli standard elettrici europei e quali sono i suoi limiti pratici. L’attenzione è rivolta alla sicurezza, all’efficienza e all’utilizzo quotidiano, piuttosto che alla massima velocità di ricarica.
Per chi è rilevante?
Queste informazioni sono particolarmente utili per:
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Conducenti di veicoli elettrici e ibridi plug-in senza accesso a una wallbox
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Persone che vivono in appartamenti o immobili in affitto
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Conducenti con un basso chilometraggio giornaliero
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Utenti che dipendono da prese domestiche o soluzioni di ricarica portatili
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Proprietari di EV alla ricerca di un metodo di ricarica temporaneo o di emergenza
Per chi necessita regolarmente di una ricarica rapida durante la notte, le soluzioni a bassa potenza sono generalmente insufficienti.
Cosa significa ricaricare a 750W nella pratica?
Ricaricare a 750W è estremamente lento secondo gli standard attuali dei veicoli elettrici. Con un’alimentazione monofase a 230V, ciò corrisponde a circa 3.3A. In condizioni reali, questo consente di aggiungere tipicamente tra 3km e 5km di autonomia per ora, a seconda dell’efficienza del veicolo e della temperatura.
Per confronto, una wallbox europea tipica fornisce 7.4kW o 11kW, ovvero più di dieci volte la potenza. Ricaricare una batteria da 55kWh quasi scarica a 2.3kW richiede già circa 24 ore. A 750W, lo stesso trasferimento di energia richiederebbe diversi giorni. Di conseguenza, la ricarica a 750W non è adatta per cicli di ricarica completi e si limita a piccoli rabbocchi o a lunghi periodi di sosta.
Prese domestiche e realtà elettrica europea
Le prese domestiche sono ampiamente disponibili in tutta Europa e rappresentano spesso la prima opzione considerata per una ricarica economica. Sebbene molte prese siano nominalmente da 16A e 230V, non sono progettate per sostenere carichi elevati continui per molte ore. Per la ricarica dei veicoli elettrici, si consiglia generalmente di limitare la corrente a 8A o 10A, ottenendo una potenza di ricarica compresa tra circa 1.8kW e 2.3kW.
Operare a 750W riduce lo stress su presa, cablaggio e connettori, ma non elimina tutti i rischi. Gli standard europei di sicurezza elettrica pongono l’accento sul comportamento sotto carico continuo, sull’aumento della temperatura e su una protezione adeguata. Un circuito dedicato, la protezione differenziale e apparecchi di ricarica certificati restano fondamentali.
Ricarica portatile Mode2 come alternativa controllata
Invece di una ricarica non controllata dalla presa, molti conducenti europei utilizzano soluzioni di ricarica portatili Mode2. Questi sistemi includono un’unità di controllo integrata nel cavo che gestisce la comunicazione con il veicolo e monitora la sicurezza elettrica. La maggior parte consente la selezione manuale della corrente, spesso a partire da 6A, rendendo tecnicamente possibile una ricarica intorno ai 750W.
Dal punto di vista dell’ingegneria europea, questo approccio offre prevedibilità e protezione. Funzioni come il monitoraggio della temperatura, il rilevamento della corrente di dispersione e l’arresto automatico sono in linea con l’aspettativa che la ricarica dei veicoli elettrici rimanga sicura anche con infrastrutture di base.